Associazione Plessi Lesi Italiana
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La riabilitazione del plesso brachiale

PERCHE’ FARE LA RIABILITAZIONE?

La riabilitazione mira a massimizzare l’indipendenza funzionale attraverso la stabilizzazione della funzione, la riduzione della disabilità e la prevenzione di complicanze secondarie, attraverso un processo educativo che incoraggia l’indipendenza dell’individuo.
In altre parole è un processo di cambiamento attivo attraverso il quale una persona disabile acquisisce e usa le conoscenze e le abilità necessarie per rendere ottimali le proprie funzioni fisiche, psicologiche e sociali.
  (Thompson, 1998)

Così si spiega perchè è fondamentale rivolgersi ad un fisioterapista a seguito di un danno come quello del plesso brachiale: la riabilitazione, con tecniche diversificate e mirate a seconda della tipologia di lesione, consente di mantenere l’articolarità dell’arto, la ripresa nei limiti del possibile delle strutture danneggiate e il rinforzo sinergico di quelle rimaste integre con l’obiettivo fondamentale di mantenere il massimo grado di autonomia possibile.

COME FARE RIABILITAZIONE

Fase preliminare la riabilitazione è una valutazione della persona affetta da plessolesione: raccolta delle generalità, anamnesi (comprendente la lettura della documentazione medica), esame della motricità e delle funzioni sensoriali, analisi della situazione bio-psico-sociale è il primo passo del percorso fisioterapico. Fotografare la situazione iniziale del paziente permette di individuare il programma riabilitativo più adatto e di fare confronti nei follow-up successivi.

Il programma riabilitativo si struttura attraverso due momenti distinti, quello della riabilitazione in acqua e quello della fisioterapia in studio. Per poter accedere alle terapie è opportuno presentare un certificato medico specialista (neurologo, neurochirurgo, fisiatra) dove si richiede la necessità di eseguire fisioterapia e idrokinesiterapia.

FISIOTERAPIA IN ACQUA

Materiale e caratteristiche dell’impianto

In piscina occorre presentarsi i consueti indumenti (cuffia, costume, ciabatte, accappatoio), sono consigliati maschera/occhialini e boccaglio. L’impianto deve avere una vasca di altezza compresa fra i 50 e 120 cm, la temperatura dell’acqua dovrebbe essere fra i 30 e i 33°C. Meglio se è presente una vasca poco frequentata o adibita alla riabilitazione per permettere al paziente di concentrarsi e di vivere la fisioterapia come un momento di ascolto e di azione.

Frequenza delle sedute

La frequenza delle sedute è variabile, dipende da diversi fattori: la gravità della lesione, la tolleranza alle terapie, la presenza di danni associati etc… . Indicativamente è consigliabile una o due sedute settimanali di idrokinesiterapia della durata di 45-60 minuti. Il FISIOTERAPISTA DEVE ESSERE PRESENTE in acqua con il paziente, almeno nelle prime settimane.

Perché in acqua?

L’ambiente microgravitario e la spinta di Archimede favoriscono i movimenti ottenuti da contrazioni muscolari di scarsa forza, supportando il reclutameno muscolare. Inoltre l’acqua e l’utilizzo di ausili (tavolette, tubi, ciambelle…) favoriscono la mobilizzazione articolare, la riduzione dello stress articolare, la presa di coscienza dell’arto plegico (l’acqua tocca e sostiene), di raggiungere posizioni perse a cause del danno favorendo il recupero della flessibilità muscolare, di integrare l’arto in schemi motori complessi difficilmente eseguibili fuori dall’acqua, di favorire la circolazione grazie alla temperatura, alla pressione idrostatica e al continuo “massaggio” dell’acqua, di variare la resistenza al movimento adeguando il gesto alla fase del recupero, di effettuare esercizi respiratori in caso di transfer nervosi da nervi intercostali o frenici.

Infine in acqua ogni movimento riceve una spinta inerziale contraria alla direzione del movimento; tale spinta risulta essere una trazione delicata e controllata che sembra avere un effetto stimolante per la rigenerazione nervosa.

Per queste ragioni, l’ attività in acqua,  fin da subito è ideale per il paziente plesso leso.

FISIOTERAPIA IN STUDIO

La fisioterapia in studio ha come obiettivo quello di continuare, rafforzare e completare il lavoro in acqua. A lettino è possibile lavorare su esercizi di reclutamento specifico, mobilizzazione articolare passiva e attiva-assistita, massaggio e neuromodulazione, trattamento delle cicatrici, studio e messa in atto di strategie compensative da parte di muscoli sinergici.

C’E’ ALTRO?

Molto importante è anche il ruolo che ricopre il Terapista Occupazionale il quale, in stretta sinergia con il Fisioterapista, mette in atto strategie ad hoc ed utilizza ausili che riducono il deficit di autonomia, consentendo così, una più rapida ripresa della vita quotidiana e lavorativa.

Oltre a lavorare sull’arto plegico il paziente dovrebbe seguire un percorso per rendere efficiente la performance della muscolatura assile e della core stability al fine di evitare alterazioni posturali che possono, alla lunga, creare disfunzioni in altri distretti. Fondamentale è un buon training della deambulazione, dell’equilibrio e della coordinazione.

È consigliabile anche dedicare del tempo ad uno sport/hobby, valvola di sfogo, motivo di distrazione, affiliazione e di socialità.

COME DEVE PORSI IL PAZIENTE NEI CONFRONTI DELLA RIABILITAZIONE?

È fondamentale che il paziente plessoleso raggiunga la consapevolezza, (da solo o aiutato) che il percorso riabilitativo è faticoso e lungo. Spesso si parla di anni.

Proprio per questa ragione è necessaria una volontà di ferro nel raggiungimento degli obiettivi, nonostante gli enormi sforzi al quale il paziente deve sottoporsi.

Fondamentale è che il paziente riprenda il prima possibile una vita il più possibile normale, senza porsi dei limiti e senza aspettare i miglioramenti.

Un atteggiamento reattivo ed una costante segnalazione delle difficoltà quotidiane, vanno esposte al riabilitatore in quanto fondamentali per costruire un programma riabilitativo efficace e soddisfacente

Spesso, soprattutto nelle fasi iniziali, è necessario un accompagnamento da parte dello psicologo che aiuti il paziente ad affrontare il grande cambiamento di vita e gli fornisca gli strumenti per ritrovare anche un’ indispensabile autonomia emotiva ed affettiva.

Per mettersi in contatto con IN LAB RIABILITAZIONE, titolare di questa relazione, potete mandare una e-mail a questi indirizzi: ft.lucascarabottolo@gmail.com o a fisioterapia@iragazzidelplesso.it oppure telefonare al numero 333 6135574.

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