Associazione Plessi Lesi Italiana
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Dalla mia bici posso vedere il mare

Dalla mia bici posso vedere il mare

di Perla Lazzereschi

Roberto Bargna nato a Como il 7/04/72.
Inizia l’attività ciclistica agonistica all’età di 10 anni per poi interromperla a 18 anni per motivi di studio e continuarla a livello amatoriale.

Nel  2002, a causa di un incidente stradale motociclistico, perde l’uso del braccio sinistro (lesione totale del Plesso brachiale ), riporta una frattura scomposta/esposta al femore sinistro con conseguenti problemi di mobilità della gamba e un trauma cranico commotivo.

Cominciamo la nostra intervista:

P: La gara che più ti porti nel cuore
Oro paralimpico Londra 2012

P: Che cosa ti ha colpito di più di questa gara
Alle paralimpiadi di Londra ci sono tutte le discipline sportive ed una varietà infinita di disabilita’, esci dalla realtà ciclismo, entri in un universo differente.
Ma soprattutto ho incontrato un mondo fatto di serenità, gioia, voglia di vivere, di emozioni.
La sensazione incredibile che ho avuto è che tutte quelle persone avessero raggiunto una loro serenità anche nella vita quotidiana … una sorta di equilibrio con se stessi e con il mondo intorno a loro.

P:  Prossimi obbiettivi
Paralimpiadi 2016, Rio.
Inoltre impegnarmi al massimo in tutto quello che sta tra qui e la.

P:  Quanto ti alleni
Tutti i giorni, quando raggiungi un certo livello, la frequenza degli allenamenti è pari a quella di un ciclista normodotato.

P:  Quando ti sei “rialzato” dopo l’incidente, quando ti sei riavvicinato alla vita?
Be’ , c’è voluto un po’ … almeno 2 anni.
Due, tre anni molto duri. Ho subito vari interventi, la riabilitazione, ho dovuto cambiare lavoro.
Tanti momenti difficili in cui guardavo il soffitto e mi dicevo…che cosa faccio adesso?
Poi nel 2004 l’incontro con Fabio Triboli (plurimedagliato campione paralimpico Atene 2004 – Pechino 2008 e plesso leso ) mi ha cambiato la vita.
Frequentare persone con il mio stesso handicap che ce l’avevano fatta mi ha fatto dire “ce la posso fare anch’io”, un’ iniezione di fiducia che mi ha fatto andare avanti.

P: 3 parole per lo sport
Lo sport e’ un “insegnamento di vita”.
Lo sport ti insegna dei valori, ti insegna a prefiggerti degli obbiettivi che poi raggiungerai con l’allenamento quotidiano … questo è stato fondamentale nella mia riabilitazione, nel recupero della mia vita.

P:  Come va con il dolore? Usi dei farmaci?
Ci sono dei giorni in cui lo sento di più , per il resto ho imparato a conviverci.
Non prendo farmaci, ho smesso tutto dopo 2 anni.
Il farmaco migliore e’ guardare chi ce la fa, chi con forza e tranquillità vince la vita ogni giorno.

P: Senti dolore quando ti alleni o gareggi?
Può capitare di avere dolore al collo, o peggio, posso cadere ed allora si, ho dolore.

P: Hai degli accorgimenti particolari per il manubrio della bicicletta?
Si, ho tutti i comandi spostati a destra e un tutore in carbonio che si aggancia al manubrio per il braccio sinistro.

P: Roberto un’ultima domanda: sei sposato?
No, convivo.

P: Figli?
Non ancora.

Roberto un grande in bocca al lupo per tutto quello che desideri.

Se sei interessato a vedere dei contenuti video di questo atleta  clicca qui.

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