Associazione Plessi Lesi Italiana
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Primo questionario sui plessolesi

Primo questionario sui plessolesi

Tesi di laurea di:
Spallanzani Fabio

Intervista per l’analisi e lo studio delle criticità di un soggetto affetto da lesione di plesso brachiale traumatica

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Relatori:

Sartini Silvana
Mercanti Catia

 

5 commenti

  1. RENATO says:

    Ringrazio coloro che si sono dedicati a questo studio.
    Sono molto riservato ma spero il prossimo anno di poter partecipare al meeting.
    Lascio un mio pensiero in merito ad una tematica “il dolore”
    La febbre con un termometro può essere misurata, e quindi il malato può dire ho 40 di febbre.
    Il dolore non può essere misurato nello stesso modo, noi plesso lesi quando abbiamo il dolore non possiamo dire altro che abbiamo dolore, scusatemi il gioco di parole.
    Un dolore cronico non riconosciuto da nessuno strumento ma neanche dalla società.
    Spero che un giorno il dolore dei plesso lesi sia riconosciuto come invalidante, perché lo è indubbiamente.
    Questa tesi è un inizio di sondaggio e studio di una patologia non comune ma certamente per chi la vive, drammaticamente sconvolgente.

    Ringrazio ancora dal mio piccolo, coloro che hanno dedicato tempo a questa tesi.

    Cordialmente
    Renato

    • VALENTINA SACCOMANNO says:

      Ciao RENATO anche io concordo con te , sia sulla cronicità del nostro dolore che sul fatto che è difficile descriverlo , ma penso che il modo migliore per alleviarlo é fare esercizi di respirazione e poi pensare anche solo per un’ attimo a qualcosa che ci piace in modo particolare . VALENTINA

  2. carozza massimo says:

    concordo con te, credo che abbia già detto tutto.

    • Giovanni M. says:

      Un esempio che calza a pennello e che mi colpisce.
      Spesso sono così abituato al dolore che non ci faccio più caso… Soltanto quando raggiunge dei picchi massimi allora chiudo gli occhi e spero che finisca.

      Sono d’accordo anche io.

      Un saluto
      G.

  3. VALENTINA SACCOMANNO says:

    E’ proprio vero che il nostro dolore è inspiegabile e le persone che ci stanno di fronte tante volte non possono capire come mai mentre loro parlano noi facciamo delle smorfie o stringiamo gli occhi perché abbiamo delle fitte, io personalmente per farle durare di meno faccio anche dei lunghi sospiri e cerco di pensare a cose positive. Ciao a tutti VALENTINA

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