Associazione Plessi Lesi Italiana
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Canoa e non solo

Canoa e non solo

Intervista a Ramona Broglia.
di Perla Lazzereschi

P: ciao Ramona, da dove vieni e quando sei nata?
Sono della provincia di Parma e sono nata il 14 agosto del 1976.

P: che lavoro svolgi?
Impiegata in una ditta di caldaie

P: anche prima dell’incidente?
Si, stessa ditta, pero’ con una mansione differente.

P: quando hai avuto l’incidente?
29 maggio 2001, avevo 24 anni, un incidente in moto.

P: che danni hai riportato?
Frattura clavicola e malleolo destri, lesione del plesso destro con avulsione di 2 radici ed una serie di ferite che si sono poi infettate perché sono finita in un fosso pieno di liquami.

P: sei più risalita in moto?
No, mai più. Pero’ ho fatto equitazione ed anche se e’ una cosa diversa, a volte e’ capitato che  la sensazione di stare sopra un cavallo mi ricordasse la libertà della moto.

P: quali sono le cose che ti mancano di più?
Abbracciare con la forza di 2 braccia, la pallavolo ed il beach volley

P: e le cose che invece hai guadagnato con quest’incidente?
Grazie a quest’incidente ho conosciuto un sacco di persone, non cambierei il mio percorso per niente al mondo. Sono diventata più matura e sensibile, questo per me e’ il tesoro più grande.

P: che sport praticavi prima dell’ incidente?
Calcetto, pallavolo, giochi di squadra insomma e nuoto.

P: e dopo?
Equitazione, ho fatto anche alcune gare in nazionale ma poi ho lasciato, per me è uno sport dove non si fatica abbastanza, diciamo che fatica molto di più il cavallo ed io invece ho bisogno di muovermi. Pero’ il “mio” maneggio mi manca, e’ gestito da una ragazza ipovedente e li  ho fatto anche volontariato con i bambini e disabili, ma soprattutto ho imparato tante cose tra cui il rispetto reciproco tra cavallo e cavaliere.  Un po’  sto pensando di ricominciare almeno per rivedere tutte le persone alle quali sono molto affezionata. www.ippogrifo.info

In contemporanea all’equitazione facevo nuoto a livello agonistico con la Gioco polisportiva una conosciuta società per disabili di Parma www.giocopolisportiva.it con la quale ho fatto diverse gare Nazionali, tante medaglie e soddisfazioni, la cosa più bella è la libertà che ti da l’acqua che posso affermare essere il mio elemento.

Tra il 2012/2013 mi sono inventata un’altra sfida e ho preso il brevetto per istruttore di nuoto allievo istruttore FIN 1° livello, con tutte le difficoltà del caso, ma ce l’ho fatta e quando mi capita di fare una sostituzione, sono felicissima, adoro lavorare in acqua con i bambini, perché sono curiosi e fanno mille domande.

Oltre all’equitazione ho provato fit box, kendo, tiro con l’arco e 2 discese di rafting, mentre da 2 anni a questa parte, oltre al nuoto non agonistico, pratico canoa che è una sfida continua.

P: riesci a tenere la pagaia con la mano destra?
Ho un tutore “fatto in casa” che si aggancia alla pagaia con un sistema di velcro, il problema e’ che non si sgancia in caso di emergenza. Adesso stiamo cercando insieme ad il mio istruttore, di progettare in tutore più “tecnico” e meno “artigianale” in grado di sganciarsi, ci stiamo appoggiando alle scuderie campari, dove in Enrico ho trovato una persona squisita che mi sta preparando un tutore su misura. www.scuderiecampari.com

P: c’è uno sport che ti appartiene più degli altri?
No, non credo. Diciamo che a me piace “muovermi”, lo sport ha sempre fatto parte di me e lo farà sempre, sono stata 2 anni senza fare sport solo terapie per il braccio, ma sentivo che mi mancava una parte di me.Penso che praticherei sport anche se perdessi tutti e 4 gli arti.

P: a parlare con te faccio fatica a pensare che sei una plesso lesa.
In effetti non mi sono mai privata di niente e quando mi trovo di fronte ai piccoli acciacchi dovuti alla mia postura, seguo un corso di posturale che mi aiuta a rimettermi dritta.

Quello che mi viene in mente faccio. L’anno  scorso insieme ad un gruppo di amici della stessa associazione abbiamo portato una ragazza in carrozzina a fare rafting.

P: quante volte a settimana pratichi sport?
Dal lunedì al venerdì. Io rientro nella 104,  per cui ogni giorno faccio 2 ore in meno di lavoro e posso dedicarmi allo sport.

P: hai accettato subito la tua disabilita’?
No, i primi anni sono stati duri, sono anche dovuta rientrare a vivere con i miei genitori, non che non ci vada d’accordo, ma ero uscita di casa anni prima per cercare la mia indipendenza, che ho ritrovato appena mi è stato possibile

P: che cosa diresti ad un amico che ha appena fatto un incidente come il tuo?
Be’ , gli direi … comincia un nuovo paragrafo della tua vita, sicuramente troverai i lati positivi, si vive anche con un braccio solo, anzi … io non vi ho trovato tutta questa difficoltà.

P: parlami del dolore?
I primi mesi era pazzesco, poi con l’operazione e’ passato.
L’operazione e’ avvenuta più o meno a 4 mesi dall’incidente, fino a quel momento prendevo delle medicine ma non ho mai preso oppiacei.

P: progetti per il futuro?
I miei progetti si fermano un anno per l’altro. Quest’anno vorrei andare in Argentina, sono già stata in Laos, Cambogia, Israele, Giordania. Ho fatto anche gli ultimi 100 km del cammino di Santiago e ho ancora tanto da vedere.
Forse un sogno nel cassetto e’ di poter comprare un camper con il cambio automatico ed essere libera di girare in autonomia.

A questo punto io e Ramona ci salutiamo … dentro di me la ringrazio per un sacco di cose, per la sua voce squillante che sa di vita, perché una persona del genere, secondo me, porta colore al mondo.
Poi mi viene in mente una poesia di Cora Steinsleger … che fa più o meno cosi’:

“Per incarnare il Guerriero Danzante,
sia nel Piacere che nel Dolore,
sia Solo che in Compagnia,
sia quando Capisco quello che succede,
sia quando non lo Capisco,
dirò si all’ Esperienza di questo Momento,
e sarò Creativo e Poetico con quello che c’è.”

Un abbraccio Ramona

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